Le (Grandi) Radici della Gainax

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Toshio Okada. Passato alla storia col soprannome di Otaking, il re degli otaku, oggi si ritrova a fare tutt’altro che non animazione (ma forse, non è così tanto distante dal suo passato come si potrebbe pensare). Molti conosceranno già i contenuti di ciò che sto per illustrare, ma mi pareva doveroso mettere nero su bianco questi appunti di storia dell’animazione giapponese. La storia della Daicon.

Daicon Film

 Okada da bambino era un prodigio in grado di leggere i kanji già all’asilo. Come università scelse la Osaka Electro-communication. Nel 1978 partecipò al 17° congresso giapponese di fantascienza (AshinoCon) dove introdusse un incontro sull’arte della narrazione assieme a Yasuhiro Takeda. I due si conobbero proprio in quella occasione. Takeda infatti frequentava il dipartimento di ingegneria atomica dell’università di Scienze e Tecnologia del Kinki (Kinki è un altro nome per Kansai, la zona di Kyoto, Kobe e Osaka insomma). Era un fervente fan di fantascienza e partecipava a molte convention. I due non erano soddisfatti del livello contemporaneo di questi incontri e dell’attenzione che (non) veniva data ad anime e tokusatsu (film e telefilm con effetti speciali).

Quindi arrivò il 1981, quando venne organizzato il 20° congresso giapponese di fantascienza (chiamato Daicon III: Dai da una diversa lettura del primo kanji di Osaka, Con di Convention, III perché si trattava della terza volta che la città ospitava l’evento). Era pratica comune per questi congressi lasciare l’amministrazione agli studenti universitari del luogo in cui si tenevano. Per cui ecco che Okada e Takeda trovarono pane per i loro denti. Okada come filmato d’apertura volle un’opera d’animazione e si rivolse ad alcuni studenti dell’Università d’arte di Osaka: Hideaki Anno, Takami Akai e Hiroyuki Yamaga.

Per abbattere i costi di realizzazione (dato che di soldi praticamente non ne avevano) invece che dei normali cell usarono della celluloide a basso prezzo presa da una fabbrica. La opening animation del Daicon III fu un grande successo e tutte le nascenti riviste del settore ne parlarono. In teoria il gruppo avrebbe dovuto sciogliersi con la conclusione dell’evento… però tutti si erano così divertiti che sarebbe stato un peccato non sfruttare l’esperienza acquisita. Per prima cosa quindi fondarono l’etichetta DAICON FILM, sotto il cui nome verranno realizzate diverse pellicole.

In teoria il gruppo avrebbe dovuto sciogliersi con la conclusione dell’evento… però tutti si erano così divertiti che sarebbe stato un peccato non sfruttare l’esperienza acquisita. Per prima cosa quindi fondarono l’etichetta DAICON FILM, sotto il cui nome verranno realizzate diverse pellicole.

 A quel punto Okada lasciò l’università e grazie a un prestito del padre nel 1982 aprì la General Products: il nome deriva dalla società omonima gestita dai Burattinai di Pierson, specie aliena che compare nel Ciclo dello Spazio Conosciuto di Larry Niven. In un primo momento il negozio non era nient’altro che casa sua. Perché questa scelta? Come detto prima Okada era anche l’amministratore economico del Daicon III e non potè fare a meno di notare come il merchandise che riproduceva i personaggi SF avesse fatto il tutto esaurito. Quindi con l’aiuto di Takeda, amici universitari e conoscenze varie creò un negozio specializzato in garage kit e materiale di merchandise vario legato ai tokusatsu e ai personaggi di Daicon III. Con le sue conoscenze Okada riuscì a scrivere per varie riviste di animazione, promuovendo il nome della General Products a costo zero.

Daicon Film

I soldi guadagnati con questo negozio/ditta vennero poi in parte dirottati per la produzione di film tokusatsu amatoriali per la Daicon Film. Di questi video immessi sul mercato al prezzo di 10000 yen, ne venivano venduti all’incirca 3000 pezzi. I guadagni erano poi reinvestiti nelle produzioni successive. È così che Daicon Film realizzò alcuni cortometraggi tokusatsu in pellicole da 8 mm come “Kaettekita Ultraman”. Si trattava di video che parodiavano tokusatsu preesistenti, ma il loro livello di cura per essere produzioni indipendenti era talmente alto che stupì l’ambiente. 

 Intanto Daicon III fece notare i suoi autori agli studi di produzione (alcuni membri dello Studio Nue erano presenti alla convention), tanto che Anno e Yamaga parteciparono ad alcuni episodi di “Chojiku Yosai Macross”, serie del 1982. Fra le miriadi di citazioni contenute nell’anime, compare anche un negozio di giocattoli chiamato General Product.

Catalogo 1984 della General Products
Catalogo 1984 della General Products

Nel 1983 Toshio Okada, nell’ambito dell’organizzazione del 22° congresso della fantascienza giapponese invitò nuovamente il gruppo di Anno a realizzare la sigla di apertura del Daicon IV. Questa volta il filmato si avvalse della collaborazione della Artland, nelle persone di Ichiro Itano, Toshihiro Hirano e Narumi Kakinouchi (conosciuti da Anno durante i lavori su Macross). Collaborarono anche Mahiro Maeda, amico di Akai, e Yoshiyuki Sadamoto, senpai di Maeda.

Quello che ne uscì fu un filmato che segnò indelebilmente gli spettatori otaku, sopraffacendoli e venendo ricordato ancora oggi come un caposaldo del genere nonché l’iniziatore del filone mecha+bishojo. Tuttavia nel mondo della SF ci furono anche molte critiche a queste convention, bollate come commerciali. Nello specifico ci fu proprio uno scontro ideologico, con Okada accusato di pensare alla fantascienza come a un qualcosa di personale. Difatti lo scrittore Yasutaka Tsutsui (noto autore del romanzo Toki wo kakeru shojo – La ragazza che saltava nel tempo) ironizzò dicendo che sulle convention organizzate da Okada andava lanciata una bomba atomica. Non se la cavarono meglio le pellicole tokusatsu della Daicon Film, considerate idiote.

Nell’autunno del 1984 Okada progettò “Oritsu uchugun”. Per realizzarlo fondò la Gainax, chiamando i membri che avevano collaborato al Daicon IV. Il nome deriva dal dialetto della prefettura di Shimane, dove Gaina significa “grandioso”. Grandioso X, Gainax. Nell’aprile del 1985 fu pronto un episodio pilota di 4 minuti. Una premessa: come opera conclusiva della Daicon Film venne realizzato “Yamata-no-orochi no gyakushu”, un tokusatsu a basso costo su pellicola da 16 mm. Forte del successo delle vendite di questa autoproduzione, Okada incontrò il consiglio di amministrazione di Bandai a cui presentò il pilota, chiedendo di finanziare il suo nuovo progetto. La ditta, all’epoca totalmente inesperta in questo campo, gli accordò il denaro da investire per la creazione di un film da lanciare nel 1987. L’idea di farne un film deriva proprio da Bandai, mentre Okada pensava più al mercato home-video.

Modellino in metallo della ragazza del Daicon III
Modellino in metallo della ragazza del Daicon III

Un aneddoto sul titolo dell’opera: lo staff si incontrava per discutere dei dettagli della trama in una caffetteria e fu quando un cliente vicino a loro ordinò un “royal milk tea” che l’allora 24enne Hiroyuki Yamaga, regista designato della pellicola, escogitò come titolo “royal space force”, traducendolo poi in giapponese. Ma dato che poi venne considerata un’espressione troppo rigida venne aggiunto il sottotitolo: “Lequinni no Tsubasa”. In seguito, si pensò che il nome di Lequinni nel titolo avrebbe spostato troppo l’attenzione del pubblico verso il personaggio e venne ideato “Honneamise no Tsubasa”. Infine, su indicazione della Toho che si occupava della distribuzione della pellicola, titolo e sottotitolo furono invertiti, ottenendo quindi “Honneamise no Tsubasa – Oritsu uchugun”.

La Gainax prese sede a Tokyo, mentre la General Products rimase a Osaka, vicino alla stazione di Momoidani (molto vicina all’attuale Denden Town). La ditta fu molto rinomata per la produzione dei garage kit, tanto da rivaleggiare con la Kaiyodo ai Wonder Festival. Il locale che ospitava il negozio divenne famoso anche per via del fatto che aprì una caffetteria per i clienti. Nel 1987 Honneamise uscì finalmente al cinema e fu un fiasco totale. Dato che Bandai spese un ingente capitale nella produzione, quel deludente ritorno la mise quasi in ginocchio.

Figure in plastica della "Bunny Girl" di Daicon IV
Figure in plastica della “Bunny Girl” di Daicon IV

Il film inoltre era giudicato scarsamente comprensibile, trovando critiche positive solo nella stretta cerchia degli appassionati. La Gainax era stata creata apposta per questa pellicola e dopo la sua realizzazione ne era previsto lo scioglimento, ma dato che i soldi spesi avevano superato largamente il budget stabilito da Bandai, per pagare il debito lo studio rimase unito per la creazione di un nuovo anime: “Top o nerae! Gunbuster”. Ironicamente anche Gunbuster sforò il budget previsto e la Gainax per ripagare i debiti cominciò a lavorare come sussidiaria di altre ditte nella realizzazione di OVA, film e quant’altro alla ricerca di fondi. 

Contemporaneamente, a causa dei numerosi impegni in quel di Tokyo, l’intero negozio della General Products finì per trasferirsi nella capitale, più precisamente a Kichijoji. A partire dal 1989 però le vendite dei garage kit iniziarono a diminuire tanto che nel 1992 il negozio chiuse dopo un’ultima partecipazione al Wonder Festival. Takeda, che era rimasto alla sua gestione, confluì in Gainax. Si ricorda fra i commessi del negozio quando ancora si trovava a Osaka, un giovane Kenichi Sonoda (autore di Gunsmith Cats e character designer di Bubblegum Crisis). Il resto è storia, ma questo periodo e questi autori vengono oggi ricordati come “Old Gaina”.

Come atto finale della sua carriera di otaku, nel 1991 Toshio Okada partecipò come creatore a “Otaku no video”, che fra le molte cose è anche un’autoparodia della sua storia personale fra il 1981 e il 1985. 

Daicon Film
Daicon Film

Elenco delle opere della Daicon Film:

– Daicon III opening animation (1981)
– Kaiketsu noutenki (1982, 15’)
– Aikoku sentai Dainippon (1982, 19’)
– Kaettekita Ultraman (1983)
– Daicon IV opening animation (1984)
– Kaiketsu noutenki 2: jun’ai minatomachi-hen (1984, 23’)
– Kaiketsu noutenki in USA (1984, 9’)
– Hayauchi ken no boken (1984)
– Yamata-no-orochi no gyakushu (1984)

Un servizio d’epoca della Yomiuri Television Osaka che visita la General Products e intervista Toshio Okada.

N.b.: Daikon in lingua giapponese indica il rafano bianco. Si scrive con i kanji di grande e radice. 

Cristian Giorgi (Garion-oh)

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