Guida emotiva a Etsuko Yakushimaru

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Una vocina moe che canta la sigla di un anime. Qualcosa di così comune nell’animazione contemporanea da diventare quasi un cliché,  in un mondo, quello della musica giapponese, così spesso incapsulato in schemi di produzione ben precisi. All’interno di questi schemi però si muove con un’originalità unica una delle artiste più intriganti e capaci nel panorama giapponese odierno: Etsuko Yakushimaru. Le righe che seguiranno, per amor di verità, saranno scritte da chi ama la sua musica, una guida emotiva, appunto, che spero vi porti ad una gradita destinazione.

Sfuggente e poliedrica

Una delle poche foto che fino a pochi anni fa noi fan potevamo trovare

Etsuko Yakushimaru classe ’87, fino a pochi anni fa si trovavano poche sue foto su internet, ora va un po’ meglio. Social praticamente assenti, i suoi profili Instagram, Youtube, Tumblr sono quelli della Mirai Records (la sua casa di produzione, fieramente indipendente), il suo Twitter è un bot che linka i suoi pezzi. Una figura sfuggente, quasi eterea, come la sua voce, il primo elemento a spiccare ad un primo ascolto. Una voce sussurrata a volte bambinesca da sembrare moe, a volte sensuale e per molti anche fastidiosa, se non si è abituati a certe sonorità nipponiche. Etsuko Yakushimaru nasce come vocalist della sua band, i “Soutasei Riron” a cui unisce una carriera solista parallela. Oltre ad essere una cantante, Etsuko è compositrice di testi e, ultimamente, anche di musiche, produttrice, illustratrice, scrittrice, poetessa, modella. Inventrice di uno strumento musicale il “dimtkat” e un suo sistema di VR. Protagonista di installazioni di arte contemporanea e concerti con massiccio uso di innovazioni tecnologiche. Ha curato molti dei videoclip dei suoi pezzi e spesso ne accompagna la promozione con pagine web con applicazioni interattive in flash. Ce ne se può fare un’idea sul suo sito web, forse l’unico mezzo on-line che la rappresenta davvero. Ciò che è certo è che Etsuko Yakushimaru è un vulcano di creatività, nonostante canti le sigle degli anime con la vocina moe.

Tra (fanta)scienza e animazione

La carriera solista di Etsuko Yakushimaru ha come costante la sua produzione di opening ed ending per anime. I singoli delle sigle sono la parte più numerosa della sua discografia, insieme a tre album di cui un live e altri svariati singoli e collaborazioni. Musicalmente spazia da un pop sofisticato e mai banale, alla musica elettronica a quella più sperimentale possibile. Nei suoi testi traspare una grande passione per la scienza e la fantascienza, dovuta al padre scienziato, ma anche per anime e manga e più in generale per la cultura pop.

Le sue prime sigle sono quasi tutte per anime Shaft (Akyuki Shinbo di lei dirà “ho ricevuto di nuovo uno shock culturale”). Natsu no Arashi con la ending Oyasumi Paradox (in collaborazione con il batterista della YMO, Yukihiro Takahashi); le due opening delle due serie di Arakawa under the bridge: Venus to Jesus e Cosmos Vs. Alien e la ending di Denpa Onna to Seishun Otoko, Lulu. In queste sigle sono catturate bene le strane atmosfere di queste produzioni Shaft. Fa in tempo a cantare uno dei suoi pezzi migliori, Kami-sama ou toori che chiudeva “The Tatami Galaxy” di Masaki Yuuasa, che collaborerà con Ryuchi Sakamoto che già si era complimentato con lei ai tempi di Cosmos Vs. Alien. Il filo rosso tra i due artisti continua con il remix dell’ex tastierista della YMO di un brano dei Soutasei Riron e con una cover della Yakushimaru di Ballét Mecanique di Sakamoto dedicato ad Anemone, personaggio di Eureka Seven Evolution. Il successivo anime sarà Mawaru Penguin Drum di cui canterà le due opening “Nornir” e Shōnen yo Ware ni Kaere”. Kunihiko Ikuhara aveva già contribuito, insieme con i su citati Shinbo e Sakamoto, ad un numero della rivista “Eureka” dedicato proprio a Etsuko Yakushimaru e dove l’artista ha per l’occasione pubblicato alcuni suoi racconti. Per la ending di Space Dandy la collaborazione è con altro grande nome, Yoko Kanno che scrive le musiche di X Jigen e Yōkoso. La prima sigla in cui Etsuko si cimenta con la scrittura delle musiche è New moon ni koi shite” opening della terza serie di Sailor Moon Crystal ed infine con il suo lavoro più recente: “Houkago Di(e)stra(u)ction”, la sigla finale di High-Score Girl.

L’ascolto di questi pezzi ci mostra come Etusko Yakushimaru sappia muoversi tra sonorità tipiche dell’anime song moderno, ma con un suo tocco personale riconoscibile, sia ovviamente per la sua voce, che per la ricercatezza delle musiche, sia quelle scritte per lei che quelle da lei composte. Inoltre ha la capacità di sintonizzare le sue sigle alle atmosfere delle serie, forse per una sua genuina passione per il tipo di prodotti per cui lavora. Le collaborazioni e gli attestati di stima da parte di grandi protagonisti del mondo musicale e dell’animazione giapponese (la lista non è assolutamente esaustiva) sono un elemento oggettivo a dimostrazione della tesi che Etsuko Yakushimaru è un’artista unica nel panorama della musica nipponica.

Una canzone incredibilmente bella, al servizio di un anime incredibilmente bello

La “Teoria” di Etsuko Yakushimaru

Un altra parte importante della produzione di Etsuko Yakushimaru è quella con il suo gruppo: i Soutasei Riron ( 相対性理論: tradotto “Teoria della Relatività”, tanto per tornare ai riferimenti scientifici). Probabilmente la via più accessibile a chi viene da fuori dal mondo della musica nipponica per approcciarsi a questa artista. Con un Pop-Rock sincopato, lenti d’atmosfera ed alcuni incursioni nell’elettronica, i Soutasei Rion hanno un corpus di suoni e atmosfere più omogeneo rispetto ai lavori solisti della loro cantante, basandosi su una classica formazione batteria, basso, chitarra e voce.

I Sutasei Riron, oltre alla citata Etsuko Yakushimaru alla voce sono: Seiichi Nagai (chitarra), Masaru Yoshida (basso), Motoki Yamaguchi (Batteria)

Il loro ep di esordio “Chiffon Capitalism” del 2008 seppur immaturo nei suoni già mostra le particolarità del gruppo. La voce di Etsuko non è ancora quella sorta di strumento musicale a parte che è oggi, ma è già particolare; i caratteristici riff puliti di chitarra con arpeggi su accordi aperti e i ritmi sincopati, a volte frenetici, di basso e batteria sono già parte del bagaglio. La scrittura dei pezzi è più semplice rispetto ai lavori successivi, una prima prova che lascia trasparire una certa immaturità, ma è un esordio notevole.

Con il loro vero e proprio primo album “Hi-fi Anatomia” e con il successivo” Syncroniciteen”, i Soutasei Riron incidono i due loro migliori album dove le caratteristiche intraviste in “Chiffon Capitalism” giungono alla piena maturazione aggiungendo un suono più ricercato e con la voce più “incollata” al contesto musicale. Tutt’ora sono il loro picco artistico, album belli dalla prima all’ultima nota, motivo per cui, indicare un brano in particolare, si rivela un esercizio di mera preferenza personale. Dopo una prova non particolarmente ispirata con TOWN AGE, un album che non aggiunge né toglie nulla, ma dove si sente la prima volta l’ingresso dell’elettronica, con il loro ultimo lavoro, “Ten Voice Jingle “ invece, il livello torna alto. L’elettronica si fa sentire ancora ma è ormai ben amalgamata con il sound classico della band, “Benten-sama is spiritual” ne è il brano migliore come esempio.

Miss Parallel World, da Syncroniciteen è stata scelta come base musicale del corto animato dell’Università d’arte di Tokyo やさしいマーチ-The Tender March-

Voce e sperimentazione

L’ultima, ma non meno importante, parte della discografia di Etsuko Yakushimaru sono i lavori che ha pubblicato al di fuori dell’animazione e dei Soutasei Riron, sicuramente i più sperimentali. Nel suo primo mini-album del 2010 “Blu-Day” con a supporto il gruppo d.v.d, Etsuko Yakushimaru inizia a utilizzare la sua voce più come uno strumento musicale. ALPS è un brano dove sentiamo solo sussurri, risate, frasi brevissime ad accompagnare la musica, ma esperimenti simili si possono ascoltare in tutto il disco e l’effetto è quasi di una “trance”. Per metterla in gergo moderno: “ASMR before it was cool“; anzi probabilmente prima che se ne parlasse proprio.

C’è spazio anche per la dimensione live, nel 2013 esce “Radio Onsen Eutopia” dove sono eseguiti brani presi sia dal repertorio di sigle, sia quello solista sia da Blue-Day sia da altri singoli, che non è possibile per ragioni spazio esaminare con più cura. Il live, registrato in studio in presa diretta, mostra come anche dal vivo la voce non perda la sua particolarità.

Dimtakt
Il Dimtakt utilizzato da Etsuko Yakushimaru

Nel 2016 è la volta di Flyng Tentacles in cui la sperimentazione con la voce si fa più audace, brani di più di dieci minuti solo con la sola voce presente, un massiccio utilizzo di Dimktat, lo strumento inventato dall’artista, dai suoni elettronici e spaziali. Certamente un ascolto ostico, non immediato,una sperimentazione molto estrema che come tutte le sperimentazioni assume a volte i contorni dell’incomprensione. Una volta “entrati nell’ascolto” però, con un minimo di costanza (forse anche un po’ di ostinazione e pazienza) la voce di Etsuko Yakushimaru raggiunge forse il suo massimo come creazione di atmosfera.

“Bye-bye”

Un brano in particolare ci porta alla fine di questa “guida emotiva”, un brano che rappresenta un po’ “la summa” di questa artista. La canzone in questione è “I’m Humanity”, il primo brano nella storia ad essere pubblicato in tre formati: distribuzione digitale, CD e organismo geneticamente modificato. Già, non è un errore. Le informazioni musicali (la progressione armonica degli accordi) vengono convertite in codice genetico, creato componendo delle catene di nucleotidi. Il DNA è stato poi sintetizzato artificialmente e incorporato in una cellula. Questa, con la musica nel suo DNA, è in grado di auto-replicarsi continuamente. Anche se l’umanità come la conosciamo si estinguerà, l’organismo vivrà, aspettando che la musica al suo interno sia decodificata e suonata dalla specie che ci sostituirà.

Etsuko Yakushimaru ha pensato questo progetto chiedendosi come sarebbe potuto essere possibile conservare la musica creata dall’uomo anche dopo la sua dipartita. Il testo della canzone immaginariamente cantato dal microorganismo, dà uno sguardo malinconico alla nostra fine dice “fermate, fermate l’evoluzione”. I’m Humanity ha vinto il premio START per l’innovazione artistica, messo in palio dall’Unione Europea per chi si è distinto nell’integrazione tra arte, tecnologia e scienza, nelle motivazioni della vittoria c’è una spiegazione più precisa di tutto il processo tecnico di creazione del microorganismo.

I’m Humanity è stata anche l’occasione per poter finalmente avere dei video di un’esibizione live di Etsuko Yakushimaru. Uno dei live è stato proprio alla cerimonia di premiazione del premio START. Dopo tante parole, questo video è il modo migliore per salutarci e conoscere questa artista. La sua voce, la sua musica, la sperimentazione e la fascinazione per la scienza, il dimtakt all’opera e ciliegina sulla torta, il semplice bye detto a fine esibizione davanti a degli entusiasti burocrati della UE.

L’esibizione inizia a 5.40, l’introduzione è comunque utile.

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Godai

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