Virtual-san wa Miteiru : cos’è e perché bisogna parlarne

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Virtual-san wa Miteiru è un anime in 12 puntate trasmesso a partire dal 10 gennaio 2019 su Tokyo MX e in streaming su Nico Nico Douga e Periscope. Ma è davvero un anime per come lo abbiamo inteso finora? Nonostante la diffusione sulle canoniche piattaforme di streaming occidentali come Crunchyroll, è a tutti gli effetti un programma di varietà con VTuber, fenomeno recente del tutto sconosciuto alla maggior parte di noi occidentali.

Cos’è un VTuber?

Come in buona parte del mondo, YouTube è molto popolare in Giappone. Gli YouTuber sono delle vere e proprie celebrità per i più giovani, tanto da essere oggetto di gossip e stalking; Hajime Shacho, il più popolare con circa 7,5 milioni di iscritti, è persino protagonista di un Drama che racconta la vita quotidiana di uno streamer.

Uno dei video più popolari di Hajime Shacho

Il 29 novembre 2016 nasce Kizuna AI, che sebbene non sia stata la prima YouTuber virtuale (Virtual YouTuber, abbreviabile in VTuber) tridimensionale, è colei che ha traghettato il mondo VTuber da una piccola nicchia a un pubblico enormemente più vasto. Come la maggior parte degli YouTuber, il canale di Kizuna AI presenta agli spettatori una personalità ben definita alle prese con varie attività come videogiochi e interazione con il pubblico. La raffinatezza tecnica dei suoi video è notevole, specialmente per una produzione quotidiana.

Questa è affidata allo studio digitale Activ8 con il character design di Morikura En. Poco altro si conosce sulla realizzazione del personaggio, volutamente avvolto da un’aura di mistero. Il suo aspetto e la sua personalità sono decisamente moe, ma grazie ai suoi quasi 2 milioni e mezzo di iscritti Kizuna AI è riuscita a entrare nel mainstream, partecipando a programmi televisivi ed eventi live, ed è diventata persino ambasciatrice del progetto turistico del governo giapponese “Come to Japan”.

Video introduttivo di Kizuna AI

Come ogni fenomeno popolare, il concetto di Kizuna AI è stato ben presto copiato da centinaia di VTuber (prevalentemente personaggi femminili) che, pur non riuscendo (per ora) a replicarne il successo trasversale, sono riusciti in un paio di anni a ricavarsi una nicchia importante di fan che seguono ogni giorno i loro video, con i più popolari che raggiungono numeri di iscritti poco sotto il milione. La diffusione del fenomeno è certamente dovuta anche alla possibilità di poter usufruire sempre più facilmente di tecnologie recentissime come i visori VR e quelli per la realtà aumentata, che permettono un approccio, almeno inizialmente, “Do It Yourself”.

Il format è sempre lo stesso, con leggere variazioni tra VTuber e VTuber: c’è chi si occupa più di videogiochi, chi canta, chi produce sketch comici, chi si dedica a interazioni dal vivo (anche su VRChat) con il proprio pubblico. L’importante è che ci sia un personaggio di fantasia (meglio se femminile) con il quale passare alcuni minuti in compagnia, affezionandosi alla sua personalità.

 Le informazioni su chi si cela dietro a questi personaggi sono scarse, con pochissime interviste rilasciate da alcuni degli “autori”: sappiamo che dietro i personaggi più popolari c’è un gruppo di lavoro che si occupa dell’animazione 3D e un’attrice (o attore) che presta voce e movimenti ai personaggi. Non tutti i personaggi sono però in 3D: alcuni infatti vengono rappresentati da immagini bidimensionali che si muovono grazie ad applicazioni che registrano i movimenti facciali dell’attore, e la voce femminile può anche essere simulata grazie ad appositi software di sintesi, rendendo possibile la creazione di un personaggio da parte di una singola persona.

Nei primi mesi del 2018 tutta la stampa specializzata si è occupata del caso di Nora Cat, VTuber bidimensionale che per pochi istanti ha mostrato nel suo stream in diretta il vero volto dell’attore, un uomo dalle fattezze molto lontane dal concetto di moe. L’incidente non ha però sancito la fine del personaggio, anzi, si è registrato un aumento delle iscrizioni.

Video del problema tecnico durante il live stream di Nora Cat

I VTuber più famosi sono rappresentati e promossi da agenzie proprio come i “veri” YouTuber. Anche di esse si conosce poco, sappiamo solo che si presentano come aziende che hanno l’obiettivo di supportare le “nuove forme di intrattenimento” e che si occupano di gestire la promozione, le collaborazioni con altri VTuber (spesso con personaggi di altre agenzie), la produzione di merchandising e di eventi.

Ecco, come viene sfruttata commercialmente la popolarità dei VTuber? A parte gli introiti pubblicitari di YouTube e le donazioni durante gli stream dal vivo, le più popolari si sono limitate ad affacciarsi al mondo della musica, con singoli (pubblicati da etichette come Sony Music e Universal), concerti (Kizuna AI) e persino Dj set (Mirai Akari).

Video teaser per il primo singolo di Kaguya Luna, “Beyond the Moon”

Il futuro dell’intrattenimento?

Nel dicembre 2018 viene annunciata la nascita di Lide, Inc., studio di animazione dedicato esclusivamente alla produzione di contenuti legati al mondo dei VTuber, frutto della partnership tra DWANGO Co, Ltd. (proprietaria, tramite una controllata, del popolarissimo servizio di streaming Nico Nico Douga, lo YouTube giapponese), Kadokawa Corporation (film, videogiochi, manga), khara, Inc. (lo studio di animazione di Hideaki Anno), INCS toenter Co, ltd. (etichetta discografica che da qualche anno si occupa anche di produzione di anime) e ASOBI SYSTEM Holdings (azienda che ha come obiettivo lo sfruttamento commerciale delle mode di Harajuku, facendo anche da agente ad artisti popolari come Kyary Pamyu Pamyu).  Il 2 gennaio 2019 debutta la loro prima produzione: Virtual Nodo Jiman, versione virtual di una popolare gara canora trasmessa nella striscia di animazione della NHK e in streaming su Nico Nico Douga, che ha visto la partecipazione di una decina di VTuber e l’introduzione del duo comico (ovviamente virtuale) America Zarigani. L’evento è diventato presto uno dei World Trending Topic di Twitter con più di 180.000 tweet sull’argomento.

Pochi giorni dopo parte Virtual-san wa Miteiru, una serie animata in 3d a cui partecipano più di 30 VTuber: una vera e propria vetrina capitanata dalle sei VTuber Mirai Akari, Siro, Nekomiya Hinata, Tsukino Mito e il duo HimeHina che formano il gruppo chiamato “Virtual Real”. Kizuna AI si limita a cantare la canzone d’apertura AIAIAI (scritta e prodotta da Yasutaka Nakata, produttore tra le altre cose delle Perfume, Kyary Pamyu Pamyu e CAPSULE), mentre del tutto assente è Kaguya Luna, la seconda VTuber più popolare con 900.000 iscritti.

Trailer di Virtual-san wa Miteiru

Virtual-san wa Miteiru è formato da brevi segmenti lunghi un paio di minuti, che includono sketch comici, domande e risposte e curiosità varie. Il format, pur non allontanandosi troppo da quello che i vari canali di VTuber pubblicano quotidianamente, non sembra troppo indovinato: gli sketch comici non sono divertenti quanto quelli pubblicati su YouTube e Nico Nico Douga, e l’interazione con il pubblico, nonostante l’idea interessante di mostrare i personaggi virtuali del pubblico creati con l’app del programma, risulta molto meno diretta rispetto a un live stream.

La qualità tecnica è molto grezza: da una scena incompleta nel primo episodio sappiamo che vengono realizzati degli storyboard disegnati, ma proprio come nei video pubblicati su YouTube quasi tutte le animazioni vengono realizzate con il motion capture (con tanto di clipping in alcune scene). I modelli 3D sono gli stessi che vengono utilizzati su YouTube e gli sfondi sono generalmente più curati, pur rientrando nell’estetica da videogioco propria del genere.

Sembra quasi che il tutto si regga solo sul semplice interagire tra personaggi appartenenti a una stessa “comunità”, ma che solitamente non compaiono insieme. È forse il fascino del crossover? Vedere le proprie VTuber preferite scherzare tra loro in sketch forse comprensibili solo a una ristretta platea che ne può cogliere i riferimenti, può essere già abbastanza per il pubblico a cui questo fenomeno vuole rivolgersi?  L’operazione di Virtual-san wa Miteiru sembra anche volere sfruttare la popolarità di personaggi come Mirai Akari per lanciarne di meno conosciuti come Peanuts-kun e Sister Cleaire.

Il progetto commerciale della Lide, Inc. è interessante: perché spendere milioni di euro per produrre una serie anime, quando con un budget molto ridotto si può creare una fanbase disposta ugualmente ad acquistare merchandising vario (la prima figure di una VTuber, Kaguya Luna, è in uscita a febbraio 2019)? Possiamo ipotizzare che Virtual-san wa Miteiru sia il loro tentativo di sdoganare definitivamente il concetto di VTuber, una forma d’intrattenimento per adolescenti e giovani adulti un po’ otaku molto propensi a spendere il loro tempo e il loro denaro. Le VTuber sono le idol perfette: non invecchiano e non possono dare scandalo, non hanno il difetto di essere persone prima che personaggi.

Intanto il fenomeno si espande anche al di là del Giappone, con fansub dei video più famosi in lingue come l’inglese, il coreano e il mandarino. Sarà una moda passeggera o sarà il futuro dell’intrattenimento?

Godai
Kakyoin

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